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il Comune

La sezione con tutte le informazioni riguardanti comune, giunta, assessori, progetti, statuto...

Benvenuti nel sito del Comune di Jolanda di Savoia, in questa sezione troverete tutte le informazioni riguardanti:

i componenti della Giunta e del Consiglio,le delibere, la convocazione e l'ordine del giorno,i gruppi all'interno del consiglio, gare e bandi di concorso, e tutta la modulistica messa a disposizione dal Comune

 

Costituzione del Comune di Jolanda di Savoia
(memoria depositata nell'Archivio Comunale)

Le Valli dette di Ambrogio stendentesi dal fiume Po fin quasi al Po di Volano, delimitate a ponente dagli argini del Canal Bianco e del Brazzolo in Comune di Copparo, ed a levante dalle Valli in territorio del Comune di Codigoro, per una superficie di oltre 16.000 ettari, vennero bonificate in dipendenza ed attuazione della Legge 6 luglio 1875, n. 2605 che dichiarò le relative opere di pubblica utilità.

Per non accennare a tentativi di bonificazioni fatti in tempi remoti (1464-1580) dagli Estensi e che per altro non interessano questa regione, si sa di un primo tentativo di bonificazione idraulica nelle Valli Burina e Gualenga, rispettivamente di ha. 343 l'una e ha. 163 l'altra, con scarico delle acque rispettivamente nei canali Serraro e Vergavara, intrapreso da una Società promossa e costituita dal Conte Francesco Aventi su progetto compilato dal Conmte Francesco Mognoni ingegnere: ma dopo quattro anni di inutili tentativi, la Società Aventi, con R.D. 2 agosto 1868, venne sciolta.


Podo dopo sorse a Londra una Società che, sotto il titolo di "Ferrarese Land Reclamation Company Limited" si riprometteva di eseguire la bonifica meccanica ed a questa Società si aggregarono poi, e cioé nel 1872, la Società Italiana dei Lavori Pubblici di Torino, la Banca di Torino e la Banca U. Geisser & C. fondando così una nuova Società che prese il nome di Società Italiana per la Bonificazione dei Terreni Ferraresi, con un capitale interamente versato di £. 5.000.000 e che venne approvata con R.D. 22 dicembre 1872.

La nuova Società acquistati ben 22.000 ettari dei terreni bonificandi, intraprese i lavori verso il 1873, l'anno successivo alla terribile rotta del Po, concentrando tutta la forza meccanica in uno stabilimento idrovoro a Codigoro, presso il Volano, per scaricare ivi direttamente le acque.

Il 17 ottobre 1880, dopo compiuti lavori di canalizzazione per i quali furono escavati ed approfonditi per 170 km di canali fra vecchi e enuovi, l'opera, collaudata, venne dichiarata "compiuta secondo i progetti".

La bonificazione era però lungi ancora dall'essere compiuta e mercé la tenacia e la constanza della Società, si procedette ad opere di compimento che iniziatesi nel 1902 vennero ultimate nel 1909, comprendendo in esse la costruzione di due strade, l'una partendosi dalla Via detta del Brazzolo, alquanto a sud della frazione Ambrogio di Copparo, tocca il punto centrale della bonificazione e cioé il nuovo paese e Comune di cui tratta la presente relazione, e di là prosegue fino a congiungersi con la provinciale Codigoro-Ariano con un percorso di km. 15.670 da ovest ad est, l'altra lunga km. 11,400 si stacca da Serravalle presso il Po, scende a sud fino ad incontrare la prima a circa 2km inferiormente al nuovo paese.

Con la bonificazione, là dove era silenzio ed inerzia e l'aria era quella grave e miasmatica della palude, là non si ritraeva che prodotto di canne e qualche meschino pascolo, venne sistemandosi a coltura intensiva ed a colonizzazione vaste zone di terreno ritraendo abbondanti messi di frumento, frumentone, canape, bietole ed ogni altro prodotto agricolo.

Divise le zone bonificate in poderi con relativi fabbricati, ritrasse su di esse una popolazione che di giorno in giorno andava aumentando.

In mezzo a tali zone redente si andò formando un centro, una borgata denominata "LE VENEZIE" ove per iniziativa della Società Bonifiche sorsero scuole, negozi di consumo, un molino, una chiesa, un ufficio postale e telegrafico, la stazione dei Reali Carabinieri, uno spaccio per la vendita di privative e finalmente, nel 1908, venne dal Comune di Copparo istituita una delegazione di Stato Civile, una condotta medica con relativo armadio farmaceutico ed una condotta ostetrica.

Già con Decreto del Cardinale Respighi in data 18 aprile 1900 veniva costituita canonicamente la Parrocchia delle Venezie.

Questo centro, sorto completamente ex novo, non si sentiva in nessun modo storicamente legato alle altre frazioni del Copparese, costituite fa terreni del vecchio comprensorio dalle quali era separato da distanze sensibilissime; si trattava quindi di una zona che aveva bisogni suoi propri, diversi da quelli dei vecchi centri, e la differenza dei singoli interessi locali era così sentita da richiedere che vi si provvedesse distintamente e separatamente.

Copparo, il più vasto e popoloso Comune rurale d'Italia, misurava una superficie di 415 hmq e mentre al 31 dicembre 1817 la sua popolazione ascendeva a circa 18.000 abitanti, ne contava oltre 4.500.

Si suddivideva in 26 frazioni e borgate dalle quali alcune distanti dai 5 ai 10 km dal Capoluogo, altre dai 10 ai 20 ed altre infine con distanze dai 20 ai 25 km.

L'esistenza del Comune di Copparo nei confini del 1908 non risale che alla prima metà del secolo XIX e la sua costituzione non rapresentò come che sia, il riconoscimento di un unico ente storico. All'epoca del Regno Italico, sotto il dominio di Napoleone, quando col Decreto 8 giugno 1805 si addivenne ad una organica costituzione amministrativa dividendo il territorio in dipartimenti, distretti, cantoni e Comuni, Copparo formò allora Cantone, una specie cioé di circondario, ripartito in otto Comuni, uno dei quali era costituito da Coccanile con Ambrogio e la valle paludosa omonima. Berra e Serravalle formavano pure Comune a sé, ma appartenevano al cantone di Codigoro.

Caduto l'impero Napoleonico, dopo breve dominio austriaco, veniva restaurato il Governo Pontificio, il quale, come da Editto 26 novembre 1817 del Cardinale Consalvi, costituiva il Comune di Copparo con Cesta creando quale Appiedati le frazioni di:

Coccanile con Ambrogio e Piumana;
Formignana con Tresigallo;
Rero con Final di Rero;
Ruina;
Saletta con Tamara;
Sabbioncello di Sopra e di Sotto con Fossalta e Gradizza.
Costituiva ad un tempo altro Comune formato da Cologna con Berra e Serravalle, aggregandoli quale appodiato: Guarda con Ro e Zocca.

Caduto il Governo Pontificio, con decreto 27 dicembre 1859 del Dittatore Farini, il territorio copparese fu costituito in un Comune unico, però si conservò la traccia delle antiche separazioni, creando le seguenti quattro delegazioni con separazione patrimoniale e di spesa:
1 - Copparo, con Cesta, Coccanile, Ambrogio, Saletta, Tamara e Gradizza.
2 - Sabbioncello con Sabbioncellino, Fossalta, Formignana, Tresigallo, Rero e Finale.
3 - Guarda, con Ro, Zocca e Ruina.
4 - Cologna, con Berra e Serravalle.

Nel 1889 venne soppressa la separazione patrimoniale e si conservò la ripartizione dei Consigli poi delle Delegazioni.

Mentre le antiche Valli, redente dalle opere di bonificazione, si trasformavano in vaste piane esuberanti di fertilità ed in esse sorgevano cascinali, fattorie e piccole borgate richiedenti la loro parte di pubblici servizi che manifestatamente tendevano a far capo alle Venezie; mentre gli aggruppamenti di frazioni che mettavano a Ro, Berra e Formignana hanno visto accrescersi rapidamente la loro popolazione e svilupparsi in modo assai lusinghiero i loro interessi agricoli, senza che a ciò corrispondesse un adeguato assetto dei pubblici servizi spesso dilazionati, resi inefficaci od incompleti per ragioni di distanza dal Capoluogo; mentre questo soffio benefico di modernità animava i centri minori, Copparo Capoluogo rimaneva stazionario, quasi immobile nel suo assetto e nelle sue proporzioni.

Esso rimaneva cioé ancora una grande Frazione nella quale tutte le altre non trovavano più ciò ad esse rapidamente si rendeva indispensabile per il soddisfacimento delle esigenze determinate dall'aumento della popolazione e della ricchezza.

Copparo rimaneva un capo troppo piccolo per così grande corpo, conseguentemente sorse quel senso di rivalità che le membra di questo gigante microcefalo manifestarono con sempre crescente intensità.

L'aumento del territorio produttivo e della popolazione, e, quindi, le necessità colettive, non aveva proceduto parallelamente con lo sviluppo del Capoluogo e così si era creata una stridente sproporzione fra queto e le su frazioni.

Queste condizioni di fatto, queste cause determinarono la presentazione al Parlamento Nazionale del progetto di legge per la suddivisione del Comune di Copparo in cinque distinti Comuni ed il Consiglio Comunale di Copparo (rinnovando deliberazioni e voti emessi il 27 giugno e 9 luglio 1862, il 21 marzo e 18 aprile 1884, il 6 maggio 1892, i quali nella ultima deliberazione emessa in riguardo dal Consiglio Provinciale di Ferrara, il 3 ottobre 1892, trovarono eco pienamente favorevole in relazione ai concetti espressi dallo stesso Consiglio Provinciale fin dal 16 ottobre 1860) in seduta 27 maggio 1908 con ordine del giorno dava piena adesione al progetto di Legge del deputato Melli che rappresentava l'espressione di un bisogno vero, reale, permanente, che segnava il passo decisivo verso il benessere, il progresso e la prosperità economica di una estesissima plaga e che era il coefficiente unico, supremo di completa pacificazione sociale.

Questa aspirazione, questi voti, venivano finalmente esauditi con la Legge 24 dicembre 1908, n. 752, che erigeva le frazioni distaccate dal capoluogo di Copparo, in quattro distinti Comuni costituendo così:

1 - Il Comune di Copparo, comprendente il Capoluogo e le frazioni Cesta e Coccanile, Ambrogio, Gradizza, Sabbioncello San Vittore, Sabbioncello San Pietro, Fossalta, tamara e Saletta.
2 - Il Comune di Ro, comprendente le frazioni di Berra, Zocca, Ruina e Guarda.
3 - Il Comune di Berra, comprendente le frazioni di Berra, Cologna e Serravalle.
4 - Il Comune di Formignana, comprendente le frazioni di Tresigallo, Formignana, Rero e Finale.
5 - Il Comune di Le Venezie, comprendente parte delle bonificate Valli di Ambrogio. Con la stessa legge venne stabilito che l'ospedale di Copparo con apposito Decreto Reale sarebbe stato eretto in Ente Autonomo, attribuendogli a titolo patrimoniale lo stabile, i mobili, le suppellettili allora di proprietà comunali formanti dotazione dell'istituto, nonché le somme elargite o comunque raccolte a suo favore e già capitalizzate.

L'esistenza del nosocomio venne assicurata facendo obbligatorio per i nuovi Comuni il mantenimento di un letto gratuito per ogni mille abitanti.


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Così sorse il nuovissimo Comune di "Le Venezie" con una superficie di km. 115,950 ed una popolazione di 3.082 abitanti.

Con R. D. 2 marzo 1911, n. 203 il Comune di "LE VENEZIE" venne autorizzato a cambiare la denominazione in quella di:

JOLANDA DI SAVOIA

Tale avvenimento viene ricordato con una lapide murata sulla facciata della Residenza Municipale così concepita:

VITTORIO EMANUELE III

Visitata nel XVI giugno MCMX questa terra

soggiacente al livello del mare

si compiacque fosse chiamata

JOLANDA DI SAVOIA

Essendone il Primo Sindaco il Comm. Alessandro Marangoni

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CONSISTENZA PATRIMONIALE

Per la ripartizione patrimoniale dal Comune di Copparo riunito ai singoli nuovi comuni, occorse tutto l'anno 1909 ed a questo Comune vennero assegnate le seguenti quote di debito:

Alla Cassa Depositi e Prestiti ...............................................................................................£. 5.639,91 esting. annual. nel 1917;
" " " ...............................................................................................£. 818,24 " " " 1921;
" " " ...............................................................................................£. 4.348,71 " " " 1917;
Alla Cassa Risparmio di Verona ........................................................................................ £. 13.064,06 " " " 1938;
Al Consorzio Grande Bonifica Ferrarese .............................................................................£. 75.830,88 " " " 1963;
Alla Banca Mutua Popolare di Ferrara................................................................................£. 15.488,40 debito cambiario,
con un totale di .................................................................................................................£. 115.190,20 .

Le proprietà assegnate a questo Comune furono:

1) un cimitero della superficie di mq. 4.800 comprendenti un quadrato di metri 40 di lato e fosso perimetrale della superficie complessiva di mq. 3.600 ed una strada d'accesso e cunette laterali della superficie di mq. 1.200 (atto di vendita 31 ottobre 1908 rogato Pellandra dalla Società per la Bonifica dei Terreni Ferraresi al Comune di Copparo);
2) una strada comunale a ghiaia detta Vergavara dal bivio Palazzi alla chiavica confine con Migliarino dela lunghezza m. 3.700;
3) una strada comunale a ghiaia detta Luiba-Lama dal bivio Palazzi alla tenuta Lama di m. 8 di larghezza e lunghezza m. 1.000;
4) una strada comunale a terra detta Nuvolè dalla strada Vergavara di fronte alla Montecatina alla tenuta Cuor di Sanguina, della larghezza di m. 6 e lunghezza m. 2.243;

Questo nuovo Comune quindi sorgeva senza strade proprie che lo allacciallassero ai Comuni limitrofi, senza Residenza Municipale, senza impiegati di segreteria, senza scuole, senza edifici per il culto.
L'unico servizio pubblico organizzato era quello sanitario con un medico condotto residenziale dal 5 maggio 1908 ed una levatrice condotta dall'11 gennaio 1908.

PRIMA AMMINSITRAZIONE

Indette le prime elezioni amministrative il 23 gennaio 1910, venivano eletti consiglieri comunali i signori:

- MARANGONI Comm. Avv. Alessandro
- PARIANI Comm. Piero
- GULINELLI Conte Giamberto
- PARMEGGIANI dr. Adolfo
- BARINI Ugo
- MARI Giuseppe
- PAVANELLI Antonio
- BERTAZZINI Alessandro
- VISENTIN Giuseppe
- GOTTARELLI Quinto
- ROSSI Alessandro
- FRACASSO Carlo
- DESTEFONIO Giovanni
- FARAOLFI Antonio
- CAVALLARI Luigi

Il primo Consiglio Comunale insediato il 3 febbraio 1910 dal Cav. Uff. Arnaldo Moro, Commissario Prefettizio, nominava Sindaco il Comm. Avv. Alessandro Marangoni quale pubblica attestazione delle alte benemerenze acquistatesi per aver con tenacia e costanza insuperabili fortemente voluta la creazione di questo Comune.

STEMMA

Deliberava poscia la adozione di uno stemma costituito da una fascia azzurra diagonale con soprastante un fascio di spighe in campo rosso e sottosctante il panorama di bonifica intercalato da un canale facente capo a due idrovori con il sole nascente e sparsi alcuni fiori di loto illustrando i motivi che hanno consigliato l'adozione di tale stemma come segue:

il fondo rosso e la fascia azzurra dimostrano che il territorio del Comune faceva parte del Comune di Copparo i cui colori sono appunto il rosso e l'azzurro;
il paesaggio, il canale e lo stabilimento idrovoro, stanno a rappresentare l'opera delle bonifiche, per mezzo delle quali si scorge nel fondo il sole della civiltà e della redenzione di questa zona;
il fior di loto rappresenta lo stato antico già paluso di queste terre, mentre le spighe stanno a dimostrare lo stato attuale di lavorazione e produzione cui si è giunti ed il carattere prettamente agricolo del novello Comune.

Con R. Decreto 11 novembre 1909 reso notorio dal Commissario Prefettizio di Copparo con suo manifesto 31 dicembre 1909 venne stabilita la delimitazione territoriale dei nuovi comuni e stabiliti i confini in segito allalegge 24 dicembre 1908 per la divisione del Comune di Copparo.

CONFINI

Se l'accertamento dei confini col nuovo Comune di Copparo fu facile compito, non così può dirsi per gli altri comuni contermini, perché trattandosi di terreni anticamente sommersi, i confini catastali erano segnati da linee irregolari ed ideali, che avevano rispondenza sul terreno. Emersi questi terreni per opere della Bonifica non furono su di essi tracciati questi confini, inoltre sempre per effetto della Bonifica i terreni mutarono totalmente aspetto così che era quasi impossibile confrontarli con le carte in cui erano tracciati i confini.

Siccome le opere di bonifica nel loro intreccio con le strade ed i canali rappresentavano un buon confine preciso ed indubbio, in base a questi concetti si addivenne ad un accordo col Comune di Codigoro e che il nostro Consiglio Comunale ratificò in seduta 25 maggio 1910.

Il Comune di Formignana invece ricorse alla 5^ Sezione del Consiglio di Stato per ottenere l'annullamento o quanto meno la riforma del R. Decreto 11 novembre 1909 nel senso che la zona a sud del Canale delle Acque Alte assegnata al nostro Comune fosse attribuita al Comune di Formignana, zona che in conseguenza del tentativo fatto da detto Comune venne poi volgarmente appellata "ZONA CONTESTATA".

Era però notorio che la zona controversa compresa fra il Canale suddetto ed il Brazzolo era terreno puramente di bonifica, appartenente alle antiche Valli di Ambrogio, di terreni scolanti solo a mezzo delle opere di bonifica, difettanti di ogni demanio comunale a cominciare dalle strade, ciò che d'altronde emergeva dalle Carte dello Stato Maggiore.

Solo tenendo unita a tale zona il nostro Comune questo avrebbe potuto avere accesso alla strada Argine del Brazzolo, antico e naturale confine tra le terre vallive e le bonificate.

Mentre gli abitanti di detta zona invocavano di rimanere aggregati al nostro Comune, la pretesa del Comune di Formignana veniva discussa fra gli stessi abitanti di Formignana in quanto, se insistevano quelli residenti in Tresigallo per vaghezza di maggior territorio nella loro giurisdizione, vi si opponevano quelli di Formignana.

Ciò non pertanto questo Consiglio in seduta 10 marzo 1910 autorizzava il Sindaco a stare in giudizio contro il Comune di Formignana, con successiva deliberazione 21 dicembre 1910 approvava un compromesso col detto Comune con il quale veniva assegnata la zona contestata sotto l'osservanza di alcune speciali condizioni al nuovo costituendo Comune di Tresisgallo.

Ma tramontato l'ideale di Tresigallo il giudizio 19 luglio 1912 del Consiglio di Stato poneva termine alla controversia provocata dal Comune di Formignana con ricorso 24 febbraio 1910 e la zona coontestata veniva definitivamente assegnata al nostro Comune.

Nella'anno 1914 previ accordi amichevoli intervenuti fra i due Comuni, il Comune di Copparo cedeva al Comune di JOLANDA DI SAVOIA le sue regioni territoriali del vertice formato dalla strada Gran Linea col confine Lucchesina-Corlo (di tavole censuarie 14,73) per modo che nel nostro territorio furono incluse la casa della Osteria Punta Bergamini ed un tratto della Strada costruita dal nostro Comune che dalla Gran Linea va alla Sbarra del Corlo.

Forma oggetto di questa amichevole cessione la deliberazione di Jolanda di Savoia 24 aprile 1914 colla quale il Consiglio Comunale, prendendo atto della diliberazione di urgenza della Giunta di Copparo 4 aprile 1914, accettava la rettifica del confine come sopra specificato.

Prendendo come guida i fogli:

n. 76 .........Copparo.....................I......S.E.
n. 76...........Copparo.....................I......N.E.
n. 76...........Migliarino...................II.... N.E.
n. 77...........Jolanda di Savoia. ...IV.....S.O.
n. 77...........Massa Fiscaglia .......III.....N.O.
n. 77...........Papozze...................IV.....N.O.

dell'Istituto Grafico Militare di Firenze i confini del Comune di Jolanda di Savoia sono cisì tracciati:

A NORD

A) Col Comune di Copparo:

partendo dal Ponte Crispa sul canale della Acque Alte percorre la strada Gran Linea compresa nel terirtorio di Jolanda di Savoia fino alla Tenuta Bernarda ove attraversa il Canale Malpiglio che segue (lasciando la strada Gran Linea in territorio di Copparo) fino alla distanza di m. 125 dalla ex osteria Punta Bergamini; rasenta il tratto di strada nuova costruita da questo Comune nel (?) fino alla sbarra della Tenuta Corlo, poscia prosegue in linea retta in direzione Nord Ovest fino presso il caseggiato denominato Lazzaretto e con un breve tratto rettilineo raggiunge la vallata della strada ghiaiata per Ambrogio, segue la strada fino a raggiungere il Canale Corlo comprendendo così il nostro territorio i caseggiati della Lucchesina e restando esclusi i m. 135 dalla strada costeggiata.
Sege il Canale Corlo da ovest ad est per km. 3 indi percorre una scolina da sud a nord per m. 624, si dirige su altra scolina da ovest a est conprendendo così la fattoria Bonaglia fino a raggiungere un canaletto che percorre per m. 825 da sud-ovest a nord-est intersecando il Canal Seminiato ed il diversivo omonimo fino a raggiungere una scolina che segue per m. 125 da est a ovest, volta ad angolo retto verso norso ed in linea retta percorre m. 500 e si dirige poscia verso ovest seguendo una linea spezzata per circa km. 2 fino a raggiungere il Canal Leone; segue questo Canale verso nord fino a araggiungere il Canal Leone; segue questo Canale verso Nord fino a raggiungere una scolina che segue in direzione nord-est per m. 850 e poscia verso nord fino al Canal d'Andio da cui parte in confine con Berra.

B) Col Comune di Berra:

dal punto terminale col Comune di Copparo con direzione est segue il Canal d'Andio fino al Canl Bentivoglio di cui segue la direzione fino all'incontro con Canal Bella.

C) Col Comune di Berra a Est:

segue il Canal Bella fino alla Cascina Belvedere ove incontra il punto terminale con Codigoro.

D) Col Comune di Codigoro:

volta ad angolo retto verso ovest segue la strada a terra in linea retta (che resta compreso nel nostro territorio) per m. 1700, poi an angolo retto si dirige verso sud con una retta fino a raggiungere il già canal Seminiato che percorre verso ovest fino a araggiungere la strada Comunale Nord Sud che costeggia fino al canal Foscari; segue la direzione del Canal Foscari verso sud fino al canal Gran Linea, volta ad angolo retto verso ovest per incontrasrsi ancora col Canal Leone escludendo dal terriotiro le case Ducaletto e seguendo il canale verso sud fino all'incontro del Canal Ippolito; segue questo Canale verso ovest fino all'incontro del vecchio Canale Cisi poscia con una retta in direzione sud est raggiunge il Colletore delle Acque Alte.

A SUD

A) Col Comune di Migliarino:

segue il Canale Acque Alte verso ovest fino all'incontro del Canal Galvano che segue sempre verso ovest fin presso la possessione Cuorsanguina in nostro territorio; percorre il Canale secco fino alla possessione Chiavica in nostro territorio.

B) Col Comune di Formignana:

costeggia la nostra strada ghiaiata fino al fienile del Frassino in nostro terriotrio; a questo punto abbandona la strada, si dirige verso sud ovest per 275 m. verso nord est fino a raggiungere ancora la strada comunale che più non lascia fino al Ponte della Rovere.

A OVEST

A) Col Comune di Formignana:

segue la direzione della nostra strada comunale per m. 325 verso nord est, poscia si scorta per m. 125 verso overst, poscia si dirige nuovamente verso nord est fino alla'ltezza del Cascinale Lama; si dirige verso nord ovest fino a araggiungere una scolina che segue verso nord ovest per seguire poscia il canale di Tresigallo per m. 750, indi si dirige verso ovest, lascia il canaletto che si dirige verso la tenuta Imola in territorio di Tresigallo, punta per nord ovest per m. 425, poscia con una linea spezzata va fino a Ponte Assi comprendendo nel nostro territorio il solo Fienile escludendo il caseggiato abitato; si dirige poi verso nord per m. 425 ed all'incrocio con la strada d'accesso della tenuta Gualenga volge verso ovest nord ovest per m. 200; poscia in dierzione nord est percorre in linea retta m. 1250 per percorrere verso ovest nord ovest il canale di Brazzolo per m. 500, indi con una retta verso nord raggiunge il Canal Boscarolo che percorre verso est fino all'incontro col Collettore delle Acque Alte

B) Col Comune di Copparo:

segue verso nord il Collettore Acque Alte fino al Ponte Crispa.

Il Comune di Jolanda di Savoia si estende da nord nord est a sud ovest per una lunghezza di km 17 e per una larghezza di circa km 10 ed i suoi confini si sviluppano a:

Nord ................................................... per km. 23,500;
Est.......................................................per km. 18,100;
Sud ....................................................per km. 10,750;
Ovest..................................................per km. 12,650,

per un perimetro totale di km. 65,000.

Il Capoluogo rispetto al territorio dista in linea retta circa km. 7 dal punto estremo nord del confine, km. 4 dal punto estremo est del confine, km. 8 dal punto estremo sud del confine, km. 5 dal punto estremo ovest del confine, e perciò occupa pressocché un punto centrale del territorio.